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BIOGRAFIA

Franca Bartesaghi è nata a Monza ove tuttora risiede ed opera.
Già sui banchi di scuola dimostra estro e temperamento d'artista. Appassionata oltre che di pittura anche di canto si diletta in esibizioni scolastiche ed oratoriali e durante l'estate partecipa a serate di musica leggera all'aperto.
Questa sua passione poi si manifesta quando, con due amici, fonda il gruppo di “Viva la gente” a Monza.
Oltre agli studi artistici ha casualmente l'opportunità di essere ammessa al conservatorio Verdi di Milano dove frequenta il corso di lirica come soprano lirico-drammatico.
Termina gli studi superiori conseguendo il corso integrativo per l'accesso a qualsiasi facoltà universitaria.
Ha una conoscenza scolastica della lingua francese. Nel 1987 consegue il corso Intensivo Universitario di lingua inglese della università della Pennsylvania (Philadelphia, USA).

Conosce un noto pittore milanese di fine '800 che la accoglie come unica allieva.
Parliamo del pittore Fioravante Arioli che ha lo studio in una delle mansarde del palazzo Crespi di Foro Buonaparte, detto anche "la casa dei pittori" (Del Bon. Felicita Frai, ecc), dove Franca impara come "in bottega" l'arte del dipingere.
Insegna per vent'anni nella scuola statale la sua "materia".
Questo è un periodo di grandi cambiamenti nella scuola tra cui l'inserimento dei ragazzi portatori di handicap. La sua spiccata sensibilità le impone di frequentare un corso per seguirli in modo tale da offrire anche a loro una reale integrazione e la possibilità di sentirsi parte viva del programma scolastico.
Ha frequentato numerosi corsi nei vari settori artistici, per acquisire capacità tecniche sempre più elevate, che le permettessero di esprimere al meglio il suo mondo emozionale tra cui il corso di arti grafico-pubblicitarie a Milano, la "scuola libera del nudo" a Brera, la scuola di restauro a Firenze dove, con Lucia Pacchioli nota acquarellista, approfondisce lo studio dell'acquerello, dell'anatomia, della tecnica del ritratto.

Apprende la tecnica delle Icone Russe da una casuale conoscenza con un monaco e ne produce un'importante collezione. Sente emergere sempre più il desiderio di studiare e approfondire tutto ciò che riguarda il colore e ne scrive un trattato.
A Monza fa parte di parecchi circoli culturali ed artistici. È socia fondatrice del teatrino della Villa Reale di Monza.
Grazie ai meriti ricevuti le viene offerta la nomina ad accademico di San Marco.

Negli anni '90 in Versilia apre la sua casa promuovendo incontri con pittori, scultori e scrittori provenienti da tutto il mondo. Fondamentale per lei sarà l'incontro ed il dialogo con il poeta Mario Luzi che l'avvierà a passare dall’emozione al sentimento.
Frequentando il caffè della Versiliana con l'amico Romano Battaglia concepiscono, ed in pochi mesi realizzano, il "Caffè Invernale".
Il mare e le Apuane diventano parte del suo DNA ed influenzeranno tutta la sua pittura.
Emerge sempre più la sua istintiva capacità di esprimersi attraverso il colore.
Così i soggetti diventano un alibi, in realtà quello che domina la tela è sempre il colore. Spazia dallo studio del bianco nel riflesso della luce, all'associazione dei primari alle gradazioni tonali.
Non è mai monotona, ogni ciclo pittorico risulta sempre diverso, domina la novità. La fantasia le impedisce di ripetersi.

Prima di iniziare a lavorare ha bisogno di essere sola, riordina, svuota il cervello con calma e grande serenità, poi quando comincia a dipingere le esce un'incredibile energia che le consente di essere anche molto veloce su tele di grandi dimensioni.

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